Velia

Con la caduta di Focea (città dell’Asia Minore) nelle mani dei Persiani, intere famiglie di esuli si diressero verso Marsiglia, già colonia focea, e verso la Corsica (Alalia).
La presenza di questi validi commercianti e marinai in quello strategico punto del Mediterraneo, costituiva una minaccia per Etruschi e Cartaginesi che si allearono e li attaccarono con una flotta di ben 120 navi davanti alla Corsica.
I focei ebbero la meglio, ma fu una battaglia conquistata a duro prezzo con la perdita di ben quaranta delle sessanta navi schierate in battaglia.
Rimanere ad Alalia sarebbe stato troppo pericoloso e dunque i Focei ripresero il mare e, dopo una sosta a Reggio Calabria, risalirono la costa approdarono presso un promontorio dell’Enotria (il paese dei vigneti) e qui crearono Elea, la loro città oggi famosa con il nome latino Velia.
Alleate dei focei vi erano due colonie greche: Poseidonia e Reggio.

La città aveva due porti e questo la rendeva particolarmente interessante dal punto di vista dei commerci con greci ed etruschi. Esisteva un collegamento diretto soprattutto con Poseidonia.
Velia non cadde mai in mani lucane proprio in virtù di accordi commerciali con queste popolazioni del Sud Italia.
I più illustri concittadini di Elea furono Zenone e Parmenide, ricordati come profondi pensatori.
La neutralità che la caratterizzava, le permise una lunga e completa indipendenza.
Alleata di Roma fin dal tempo delle guerre Puniche, dall’88 d.C. divenne Municipio romano.
Bruto ebbe qui la sua base durante la guerra contro Marc’Antonio e Ottaviano. Cicerone ne parla come di una città ancora greca per cultura.
Agli insegnamenti di Parmenide risale la fondazione di una scuola medica che sarà attiva e fiorente fino al 62 d.C.
Il declino economico è da attribuire alla realizzazione di vie di commercio e militari che collegavano Roma direttamente con l’Oriente attraverso i porti pugliesi. Velia rimane fuori da qualunque traffico e nel frattempo i suoi porti si insabbiavano a causa delle inondazioni dei fiumi della piana. La città si ridusse a piccolo paese di pescatori che pian piano fu abbandonato a causa del sopraggiungere della malaria e delle incursioni piratesche.
Dagli esuli, nacque un piccolo centro oggi denominato Novi Velia. Della vecchia città si perse memoria e ubicazione fino al secolo scorso.

 

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