Ischia

Ischia è la più grande delle isole flegree, situata al lato occidentale del golfo di Napoli.
L’isola è costituita da rocce vulcaniche ed il suo nucleo principale è il monte Epomeo (788 mt s.l.m.).
Fu colonizzata nell’antichità dai greci dell’isola di Eubea che la chiamarono Pithecusa, l’isola delle scimmie ossia i malefici Cercopi, mitici abitanti delle terre vulcaniche.
Secondo Plinio invece, il nome deriverebbe dalla fiorente industria dei vasi di creta o dal culto del dio Apollo Pizio.
In epoca romana si impone il nome Aenaria, forse a causa dei floridi vigneti.L’attuale denominazione appare in una lettera del Papa Leone III a Carlo Magno nell’813.
Fu occupata nel 474 a. C. da Gerone di Siracusa che ne fece un presidio militare costruendo un castrum, un castello che nel Medioevo era ancora detto il Castello di Gerone.

L’isola fu occupata dai Napoletani e poi dai Romani nel 322 a. C. Nel 6 d. C. Augusto la restituì ai Napoletani in cambio di Capri.
Subì invasioni barbariche, il dominio degli Eruli, degli Ostrogoti e dei Greci. Sotto al dominio di un duca indipendente, fu devastata dai Saraceni e occupata dai Normanni.
Conobbe poi il dominio angioino e aragonese.
Nel 1302 a causa dell’ultima eruzione, la popolazione si rifugiò a Baia e ritornò solo dopo quattro anni.

Teatro della faida angioino-durazzesca fu poi donata da Giovanna II al figlio adottivo Alfonso d’Aragona. Nel 1438 il re cacciò tutti gli abitanti maschi dall’isola e chiamò una colonia di catalani a cui sposò le mogli e le figlie degli espulsi.

Fece aprire un più comodo varco di accesso al castello mediante un ponte che lo unì all’isola e scavò una galleria nella roccia. Nel 1442 donò l’isola alla sua favorita Lucrezia d’Alagno. Dopo vicende controverse, il castello ritornò nelle mani della corona Aragonese che lo affidò a Innico d’Avalos, cominciando una signoria che durerà fino al ‘700.

Esponenti illustri di questa famiglia furono: Alfons, trionfatore di Khair-ad-din e Vittoria Colonna, poetessa e moglie di Ferrante d’Avalos.
Durante il ‘500 l’isola subì incursioni da parte dei corsari, ma fattesi più rare le incursioni, gli abitanti iniziarono a costruire il centro di Ischia.
Nel 1729, estinta la dinastia d’Avalos, l’isola si costituì università sotto il controllo del demanio. Nel 1734 fu conquistata dai Borboni. Nel 1799 gli isolani inneggiarono alla libertà per poi tornare sotto al governo regio.
Nel 1806 i francesi occuparono l’isola e resistettero agli attacchi degli inglesi che però la devastarono.
Da allora seguì le sorti del regno di Napoli.

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